Bufala degli attentati, esempio di come gli italiani non sappiano niente dei reati

La notizia è questa: un’impiegata quarantenne si è costituita alla questura di Udine perché aveva postato sul gruppo della classe dei figli un messaggio di WhatsApp che annunciava attentati nei centri commerciali friulani.
La sfortuna è stata che il messaggio venisse condiviso da tantissimi diventando virale.
Essendo ciò fuori del controllo di chi pubblica sconsiglio a tutti di pubblicare con il proprio none e cognome, ma è ruschiosi anche sotto falso nome, che il totale anonimato su Internet è impossibile, su internet messaggi che possano causare allarme, rendetevi conto i centri commerciali della zona potrebbero chiedere i danni alla donna, e il procurato allarme è reato, processo penale e avvocati da pagare.

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