La crescita in Italia – il lavoro oltre orario, retribuito o non retribuito, efficienza ed efficacia, crescita

Durante un’intervista su Rai1 uno psicologo o sociologo ha spaventato il presentatore della trasmissione affermando che “in Germania anche i managers alle cinque del pomeriggio lasciano il posto di lavoro escono e trasferiscono le loro capacità anche per la società in generale, non solo per la propria azienda, mentre nei paesi latini una buona percentuale di lavoratori usa dimostrare attaccamento all’azienda trattenendosi un paio d’ore in più al lavoro, anche non retribuiti”.

Secondo me aveva pienamente ragione lo psicologo, perché c’è il rischio vi valutare il lavoratore solo sulla base dell’estensione oraria del lavoro.

A mio avviso se un lavoratore fa male il suo lavoro, le maggiori ore di lavoro sono solo un danno all’azienda, oppure potrebbe fare maggiori ore di lavoro per ottenere gli stessi risultati di una persona ben organizzata.

E poi, diciamocelo, se un lavoratore si impegna per le sue otto ore, poi non avrebbe le forze di lavorare agli stessi ritmi altre due ore.

Ho notato infatti che chi lavora dieci ore, a parte rari casi di persone che hanno veramente delle energie al di fuori della norma (oppure prendono qualche aiutino, il che non è necessariamente da stigmatizzare, le genti umane si sono sempre drogate), è uso prendere con più calma la giornata.

Questo ultimo caso a mio avviso è quello più frequente, dove una miriade di dipendente meno dotati allineano i propri orari lavorativi a quelli del più dotato manager, costituendo un notevole costo per l’azienda, perché, anche se non verranno loro pagati gli straordinari, prima o poi verranno premiati con promozioni, questo è il metodo di lavoro in Italia.

La reazione spropositata del presentatore può essere interpretata in due modi:

1. è  molto pericoloso in Italia pensarla come lo psicologo, e si vuole dissociare per non rischiare la propria carriera, ohibò se così fosse, siamo proprio un paese arretrato e dall’informazione poco libera;

2. anche il presentatore ha fatto carriera e sostiene la propria supremazia in quel ruolo in questo modo, comunque ciò comprova che tutti ragionano così, sull’estensione dell’orario di lavoro, non sull’efficienza ed efficacia.

Ne consegue che crescendo le ore di lavoro, a parte alla catena di montaggio (Fiat docet), non cresce l’Italia, perché si lavora come prima, non meglio.

 

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