Come fare odiare l’unità d’Italia, ed anche Rutelli si scandalizza con i secessionisti, come alcuni goriziani.

La giornata feriale del 17 marzo per i 150 anni dell’unità d’Italia in questi giorni si sta manifestando per quello che è: ferie comandate per dipendenti ed imprese.

Le aziende stanno provvedendo, giustamente – dato che è previsto dalla normativa, e che avrebbero preferito lavorare il 17 marzo – a togliere dal numero dei giorni di ferie una giornata, anche se la confusione pare  regnare ancora sovrana.

Allora gli uffici del personale scrivono delle mail criptiche, che dicono tutto e niente, però intanto si comunica che qualcosa verrà tolto – per compensare la giornata goduta per l’unità d’Italia –  non si capisce se ferie, permessi o maggiore stipendio per festività soppresse.

Anche i sindacati, almeno nel mio settore, hanno diffuso delle informative “di difficile comprensione”, diciamo così.

Nel pubblico è andata meglio, hanno subito tolto una giornata di ferie.

Cioè, tutti sono stati costretti a stare a casa in ferie il 17 marzo per festeggiare, che lo si volesse o no, una dogmatica Unità d’Italia, paragonabile insomma al Natale e alla Pasqua.

A questo punto si potevano anche lasciare libere le persone di andare a lavorare, perchè, a mio avviso, anche se c’erano tante bandiere ovunque, gli italiani rimangono dei grandi individualisti.

Ed il concetto di patria, di nazione, da quello che ci insegna la storia, spesso è stato usato dalle elites per mandare gli altri a morire in guerra, si veda l’esempio degli alpini in Russia: morire di freddo in Russia, non sul suolo della propria patria.

Ho visto una scena, a mio avviso spiacevole, in un confronto televisivo tra Rutelli e quello che penso fosse un cittadino italiano residente nel goriziano.

Gorizia e Trieste sono state forzosamente attribuite all’Italia dopo la seconda Guerra Mondiale  e molti dei residenti in quelle zone si crucciano di non essere diventati, se non lo sbocco al mare dell’Austria, almeno parte di un paese dove le leggi si rispettano. Questo ha detto, a mio avviso garbatamente, il cittadino goriziano.

Rutelli si è molto stizzito per questa affermazione ed ha detto, stigmatizzando: “queste affermazioni si commentano da sé, lascio a chi ascolta giudicare”.

A mio avviso Rutelli ragiona come la Russia con la Cecenia.

Se c’è democrazia, se c’è libertà ed autodeterminazione dei Popoli,  i cittadini dovrebbero essere anche liberi di decidere di quale Stato fare parte.

Neanche accennare, neanche lamentarsi per promuovere dei miglioramenti, zitti e Uniti.

Io ho trascorso la giornata del 17 marzo a casa per larvata protesta.

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