Il fotovoltaico sui tetti delle imprese, siamo sicuri che sia una buona idea?

Si assiste a questi tempi ad un fiorire di impianti fotovoltaici sui tetti delle aziende.
Ritengo , visto il costo superiore ai 100.000,00 euro, che gran parte di questi investimenti siano sostenuti con finanziamenti bancari.
Non nego che ci sia una convenienza economica, però sono dell’idea che le imprese farebbero meglio ad investire in maggiore e migliore tecnologia per il loro core business.
Se l’impresa si deve indebitare per sostenere questo investimento vuol dire che ha pochi flussi di cassa e che per guadagnare qualcosa si stia avventurando in campi estranei all’esperienza dell’imprenditore.
Allora l’investimento in fotovoltaico, che sui depliant dei fornitori sembra rendere tre volte tanto l’investimento in venti anni, appare essere una buona idea per l’imprenditore.
Però si trascura il fatto della dislocazione temporale dei guadagni, nei primi dieci anni il guadagno sarà abbastanza ridotto, più che altro corrispondente alle minori bollette pagate.
Inoltre trovo diseducativo spingere gli imprenditori a sostenere degli investimenti che sono di per sé in perdita, infatti se non ci fosse il contributo economico dello stato (del GSE) l’investimento, visto il ridotto prezzo cui l’energia viene ceduta al Gse, sarebbe in perdita.
Capisco la ventata ecologica, la liberazione dei combustibili fossili, però non mi piace che si facciano investimenti per lucrare su un contributo pubblico.
E poi trovo che ci sia anche il rischio che un giorno o l’altro lo Stato, magari perchè la crisi peggiorerà (nella peggiore delle ipotesi), ridurrà o toglierà il contributo sul fotovoltaico, cosa di cui già si parla in Spagna.
Se accadesse così nei primi anni l’investimento in fotovoltaico consumerebbe risorse delle imprese, soprattutto di quelle indebitate.
E speriamo che i tassi non crescano nei prossimi venti anni, per chi ha ritenuto di indebitarsi per realizzare un fotovoltaico sul proprio capannone.
Ho letto di un conteggio, sul Sole24Ore, che evidenziava un tasso di rendimento del fotovoltaico pari al 8%: 12-13 anni fa i tassi medi superavano il 10%, se si tornasse a tale situazione l’investimento sarebbe in perdita, contributo o non contributo dello stato.
Per le famiglie invece sono favorevole ai fotovoltaici, dopotutto la spesa di quei 20.000 euro è come per una berlina. Non ci vedo nulla di male nel voler essere ecologici.
A favore del fotovoltaico in generale pensavo che si potrebbe temere un esplosione del costo delle fonti energetiche fossili, petrolio, gas naturale, ed allora, se tali fonti fossili dovessero diventare tanto rare, chi oggi investe sulle fonti alternative avrebbe vinto la scommessa.
Ai posteri l’ardua sentenza.

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