Lotta all’entropia – il Carpe diem di Orazio

Traduzione del Carpe Diem.

Non cercare così – che non si può – quale a me, quale a te
Sorte, o Candida, sia data da Dio; lascia di leggere
Quelle cifre Caldee. Prenditi su quel che viene, e via!
O che abbiamo più verni anche, oppur sia l’ultimo questo, che
ora il mare tirreno urta ed infrange alle scogliere, tu
spoglia il vino nel filtro, e, s’è breve la nostra via,
lunga non la voler tu la speranza. Ecco, parliamo e un po’
questa vita fuggì. L’oggi lo sai: non il domani, oh! No.

(Orazio, il Carpe Diem), non penso che necessariamente si debba interpretare quest’ode come un incitazione al cogliere l’attimo SEMPRE, durante tutta la nostra vita.

Cogliere l’attimo e vivere la vita non è necessariamente legato al disimpegno.

Illudersi, sperare, cos’altro tiene in vita l’uomo a parte il mero supporto organico, chiamato corpo: la nostra anima si nutre di illusioni e speranze, il nostro corpo si nutre di esseri morti.

E se Dio per noi avesse progettato una lotta contro i mulini a vento? quali moderni Don Chisciotte?

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