Pagelle ai dipendenti pubblici per Brunetta, e il dirigente che ordina di non lavorare? non è che puniranno proprio chi lavora?

Ho visto poco fa, in una rassegna stampa televisiva, che il ministro Brunetta intende istituire un sistema di pagella ai dipendenti pubblici, onde premiare chi lavora.

A mio avviso, se il sistema non viene ben gestito si rischia di fare il contrario:

prendiamo ad esempio un ufficio dove ci sono 5 dipendenti che lavorano poco, arriva un giovane o nuovo o trasferito da altro ufficio, che vuole lavorare, il dirigente “per non turbare gli equilibri” potrebbe ordinare al giovane di “non lavorare”.

Mettiamo che il giovane, il nuovo, il dipendente vecchio che si è reso conto che è necessario soddisfare le legittime aspettative dello stato e dell’utenza voglia lavorare e lavorare bene, potrebbe trovarsi tutti contro, e AVERE PAGELLE NEGATIVE, PROPRIO QUELLO CHE LAVORA, per riportarlo nella media del gruppo “che ha un equilibrio”.

Come ovviare? bisogna valutare il dirigente statale sulla base di obiettivi misurabili, allora esso avrà interesse a valutare bene chi lavora bene. E chi lavora bene, avendone un riconoscimento economico, continuerà a lavorare bene.

Attenzione inoltre a come verranno fatte queste pagelle: caso tipico  le pagelle fatte per anzianità, il più anziano dell’ufficio prende ottimo, chi lo segue buono, l’ultimo arrivato prende sufficiente. Sistema perfetto per non toccare lo status quo, messaggio che nulla debba cambiare; taglia la testa al toro, così nessuno può contestare e il sistema rimane com’è.

Ma come controllare? in alcuni uffici pubblici si fanno delle statistiche del lavoro, controllabili dal numero di pratiche esperite al personal computer (per chi lavora a pc e si occupa di pratiche, è ovvio che ciò non vale per chi fornisce consulenza… non vale neanche per il medico, perché si rischierebbe di spingerlo a fare visite affrettate per farne di più, bisognerebbe operare con giudizio) lo Stato potrebbe controllare chi sono quei dipendenti pubblici che lavorano (sempre che non siano stati costretti a non lavorare, non colpevolizziamo tutti) e stare attento che proprio questi, che lavorano con onestà, non vengano penalizzati dalle nuove normative, se si ritiene che la maggioranza dei dipendenti pubblici lavorino poco (il che è esperienza di tutti noi utenti).

Aggiornamento del 23/04/2010, non è andata così, sono stati dati i premi solo a chi ha lavorato sulla base di statistiche di produttività, niente premi a pioggia più, così lo stato risparmia dando il premio solo a chi merita. In questo caso bisogna dire bravi a coloro che hanno introdotto questi miglioramenti.

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