La Annagrazia Calabria preferita per assenza di pudore a Tetris La7

Bella la trasmissione di questa mattina, m’è piaciuto molto Storace e meno le affermazioni di questa nuova leva della politica, la Sig.ra Calabria. Mi pare assolutamente fuori luogo il suo cinismo di dire ripetutamente di essere stata eletta in base a questo sistema e quindi di non poter dire niente contro di esso, forse era meglio che non ci andasse in televisione, penso che il fine di quel programma televisivo sia quello di discutere non di dichiarare lealtà politica.

Queste nuove leve non possono avere nessuna idea propria?

Lo sappiamo tutti che il sistema è così…

I giovani in generale in politica, a mio avviso, sono, si vuole che siano, solo degli yes men o yes girls, senza fare distinzione di parte politica, non vedo nessuno che emerga a differenziarsi. Non è solo colpa loro, non ci sono neanche gli spazi, ma magari li avranno in futuro, quando avranno fatto un bel po’ di esperienza ed avranno un età in cui sarà riconosciuta loro la possibilità di esprimersi liberamente.

Un paio di altri ragionamenti sul programma – che non era male, forniva un bello spaccato della società italiana – su quello che hanno detto gli altri  protagonisti.

M’è piaciuto il discorso sui manager, soprattutto che i manager pubblici debbano essere retribuiti solo se raggiungono degli obiettivi misurabili e non se generano perdite, nel privato che si faccia quel che vuole, anche se, visto che le imprese prendono contributi pubblici, il minimo che si dovrebbe richiedere loro (alle imprese) è che creino occupazione in Italia, visto che chi paga le tasse sono i lavoratori dipendenti italiani (o tramite di loro le imprese).

Poca rappresentanza degli elettori in Italia.

Troppo spesso il conduttore interrompe dei discorsi interessanti.

L’Italia io la vedo così, una gruppo al potere, costituito dal blocco partito democratico / partito delle libertà /’intelligenza economica che governano ASSIEME. Tra i due partiti  predomina il secondo perché quelli del primo partito non sanno fare. Un popolo più o meno povero (poco incisivo perché sempre mendo acculturato) che lavora e paga le tasse: dagli operai ai piccoli artigiani; una classe media che sta perdendo rappresentanza, si accorge che si sta impoverendo e in questo momento non trova nessuna parte politica che faccia i suoi interessi. Gli operai, in estinzione, o emigrano o fanno la rivoluzione, oppure passeranno nella povertà. I giovani, non contano nulla, il blocco di potere sopra di loro impedisce ad alcuno di contestare tale supremazia, contando anche sulla pochezza delle proposte dei cosiddetti giovani, che hanno sempre meno formazione e esperienza di vita.

Se la crisi economica dovesse peggiorare, non so come la democrazia possa essere mantenuta in futuro, perché quando gran parte della popolazione sarà impoverita qualcosa dovrà fare, il che mi spaventa assai di più che l’influenza messicana. Avete visto che è accaduto ieri in Olanda? (l’atto di “follia”?? di quello appena licenziato?).

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