Articolo sul Giornale: l’effetto serra non esiste.

Il guardare fuori dalla finestra in inverno e dire, come accade in parte di questo articolo, che ha meritato gran parte della prima pagina, che quest’anno nevica e quindi non c’è più riscaldamento globale mi pare un po’ azzardato. Questa, a mi avviso, è una delle poche stagioni invernali con il clima come era quando ero bambino, come era ogni anno, non uno ogni dieci. E poi uno dei miei bonsai, un olmo,  dimenticato come ogni anno all’esterno della finestra non ha neanche perso le foglie come accadeva gli anni passati (ehehe! se dobbiamo accettare come risultati scientifici incontrovertibili quello che vediamo fuori dalla finestra! posso farlo anche io)

Si citano degli scienziati contrari all’ipotesi del riscaldamento globale da gas serra : ma vorrei notare essere scienziati non vuol dire mica essere buoni scienziati, e si troverà sempre qualcuno che scientificamente sia disposto a sostenere una ipotesi o l’altra, poi provare che quello che si afferma è un’altra questione.

Che poi cosa provochi il riscaldamento globale sia ancora controverso, è una ovvietà, ormai.

Capirei piuttosto un discorso, se dobbiamo sostenere l’industria di base, che dica che se i paesi emergenti non limitano i gas serra non lo facciamo neanche noi (a dir la verità è proprio quello che sta accadendo, a mio modesto parere), anche se non mi consola molto che i miei figli possano condividere una sorte crudele assieme ai figli dei Cinesi, Indiani, etc…, mal comune mezzo gaudio?

Ciò, insomma, non risolve, a mio avviso, il problema della responsabilità sociale e ambientale dell’impresa, perché dire che se tutti inquinano ho il diritto di farlo anche io mi pare immorale: è nocivo per la vita dei nostri figli, e io che ho tre figli vorrei lasciare loro un mondo abitabile.

Si pensava non tanto tempo fa anche che si potesse scaricare in mare tutto quello che si voleva, in tanta acqua, e che si poteva pescare tutto quello che si voleva, in tanta acqua. E poi accadono casi in cui fiumi e mari sono biologicamente morti, il pesce non c’è più e le navi da pesca vanno a spogliare altri mari, finché ce n’è, di pesce, quando non ce ne sarà più… nutrimento mancante per le future generazioni. Questo sul pesce è solo un esempio.

Trovo anche miope basarsi solo sulle fonti energetiche fossili, inizia già un razionamento del gas metano ed anche del petrolio non ci si può fidare molto, vista la recente esplosione dei prezzi (anche se ora sono calati). Qualcosa bisogna trovare, lo sappiamo che il fotovoltaico non è efficiente, non è economicamente conveniente, ma non lo è neanche la tanto acclamata energia nucleare, perché nessuna impresa investe nel nucleare se non riceve contributi dallo Stato.

Non vorrei che si continui a cercare risultati di breve periodo, ed allora si rifiuta qualsiasi vincolo all’attività d’impresa, però poi si pretendono contributi dallo stato, permessi di scaricare al suolo che anche recentemente si concedevano, però poi si lasciano i siti inquinati alla collettività, poi si occultano i redditi con scatole cinesi e contabilità allegre, così lo stato finanzia, agevola e nulla torna in cambio, forse un po’ di pace sociale derivante dall’occupazione ai lavoratori, sempre che alla prima tempesta dopo tanti anni non si mandino tutti a casa e si investa in immobiliare (o in finanza allegra, per perdere tutto!).

A questo punto non so quanto convenga agli Stati finanziare e agevolare la grande impresa.

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